giovedì 12 gennaio 2012

Red Bull Flugtag 2012

Il Red Bull Flugtag torna in Italia il 10 giugno 2012 per dare spazio a tutti gli agguerriti partecipanti pronti a realizzare il velivolo più originale. Sede dell’evento sarà l’Idroscalo di Milano, nelle cui acque potranno lanciarsi 35 partecipanti, a bordo di stravaganti creazioni volanti. Libero sfogo alla fantasia! Solo le migliori proposte saranno ammesse all’evento. Le candidature sono aperte fino al 5 marzo. Ogni team di partecipanti dovrà essere composto da un pilota e 4 spingitori. Come previsto da regolamento infatti, il velivolo dovrà spiccare il volo solo grazie alle capacità fisiche del team. Nessun motore o elica sono ammessi.

Il Red Bull Flugtag (dal tedesco: giorno del volo) è nato a Vienna, Austria nel 1992 e da allora, in tutto il mondo, si sono tenuti numerosi Flugtag. Fonte d’ispirazione sono personaggi quali Leonardo Da Vinci, George Caley, Otto Lilienthal e i fratelli Wright che a più riprese, ognuno a proprio modo, hanno tentato di progettare e testare velivoli di ogni forma e genere.

Chi desidera partecipare può visitare il sito internet www.redbullflugtag.it dove troverà il regolamento completo e il modulo d’iscrizione. Il record del Flugtag è stato conseguito nel 2010 a Minneapolis St. Paul (America) con un volo lungo 63 metri. Che la sfida abbia inizio.

Guarda il video!

domenica 18 settembre 2011

Chi è Mick Jagger e perché i Maroon 5 con Christina Aguilera gli dedicano il brano “Moves like Jagger”

Mick Jagger (Michael Phillip Jagger) è una star internazionale leader dei Rolling Stones che, con la sua musica, la sua personalità e il suo carisma ha dato vita alla storia del rock. Di origini britanniche (nato a Dartford il 26 luglio 1943), Mick Jagger è stato e continua ad essere icona della musica mondiale, non solo grazie ai suoi testi, il cui genere va dal rock and roll al blues rock, all’hard rock e al rock psichedelico, ma anche è soprattutto per il suo volto, il suo sguardo, il suo corpo frenetico e in continuo movimento. Non è un caso se nel febbraio 2011 si è tenuta a Roma la mostra fotografica “Mick Jagger. The photobook” a cura di François Hébel, che ha raccolto 70 scatti del cantante, realizzati dai più grandi fotografi internazionali. Sin dall’inizio della sua carriera, Mick Jagger si è infatti distinto per le sue capacità espressive e per il fatto di essere un artista in continua evoluzione. Gli scatti fotografici ne sono un esempio.

Video Moves Like Jagger



Oggi un ulteriore elogio, il brano realizzato dai Maroon5, featuring Christina Aguilera, “Moves Like Jagger”, il cui video è stato diretto dallo svedese Jonas Åkerlund. Ad aprire le danze uno sfrenato Mick Jagger del passato, che ripetutamente popola la scene del videoclip. Un sensazionale Adam Levine a dorso nudo, un’affascinante Christina Aguilera, una schiera di ballerini bizzarri popolano un palcoscenico in penombra fatto di movimento, sensualità, fascino e coinvolgimento.

Testo della canzone Moves Like Jagger

Just shoot for the stars
If it feels right
Then aim for my heart
If you feel like
Can take me away, and make it okay
I swear I'll behave

You wanted control
Sure we waited
I put on a show
Now I make it
You say I'm a kid
My ego is big
I don't give a sh*t
And it goes like this

[Chorus]
Take me by the tongue
And I'll know you
Kiss til you're drunk
And I'll show you

You want the moves like jagger
I got the moves like jagger
I got the mooooooves...like jagger

I don't even try to control you
Look into my eyes and I'll own you

You with the moves like jagger
I got the moves like jagger
I got the mooooooves...like jagger

[Verse 2]
Baby it's hard
And it feel like you're broken in scar
Nothing feels right
But when you're with me
I make you believe
That I've got the key

So get in the car
We can ride it
Wherever you want
Get inside it
And you want to stir
But I'm shifting gears
I'll take it from here
And it goes like this


[Chorus]
Take me by the tongue
And I'll know you
Kiss til you're drunk
And I'll show you

You want the moves like jagger
I got the moves like jagger
I got the mooooooves...like jagger

I don't even try to control you
Look into my eyes and I'll own you

You with the moves like jagger
I got the moves like jagger
I got the mooooooves...like jagger

[Bridge]
You want to know how to make me smile
Take control, own me just for the night
But if I share my secret
You gonna have to keep it
Nobody else can see this

So watch and learn
I won't show you twice
Head to toe, ooh baby, roll me right
But if I share my secret
You gonna have to keep it
Nobody else can see this

And it goes like this

[Chorus]
Take me by the tongue
And I'll know you
Kiss til you're drunk
And I'll show you

You want the moves like jagger
I got the moves like jagger
I got the mooooooves...like jagger

I don't even try to control you
Look into my eyes and I'll own you

You with the moves like jagger
I got the moves like jagger
I got the mooooooves...like jagger

domenica 3 luglio 2011

Lo strano caso di Curon inghiottita dalle acque del Lago di Resia

Campanile di Curon, Lago di ResiaDi lui e della sua chiesa risalente alla prima metà del ‘300 ne resta solo un campanile, lo stesso rappresentato nello stemma comunale che per metà è sommerso dalle acque. Siamo a Curon (ted. Graun im Vinschgau), in Val Venosta (Bz) e le acque che hanno invaso l’antico centro abitato, appartengono al Lago di Resia (ted. Reschensee), uno dei più grandi laghi artificiali dell’Alto Adige. In effetti un tempo il Lago di Resia, così come anche i laghi di Curon e di Mezzo, erano laghi naturali, distinti gli uni dagli altri. Ma agli albori del 1900 si ebbe l’idea di sfruttare questi tre bacini lacustri per la produzione di energia elettrica. Si decise pertanto di costruire un’enorme diga che avrebbe unificato il lago di Resia e il lago di Curon e avrebbe completamente o in parte sommerso i rispettivi centri abitati. I lavori ebbero inizio del 1939 e sospesi solo durante il secondo conflitto mondiale. Al termine della guerra le attività proseguirono, nonostante mancavano il denaro per l’acquisto di esplosivo e le materie prime per la costruzione della diga.

Si può solo immaginare il profondo rammarico vissuto all’epoca dagli abitanti del posto che videro sprofondare nei fondali del lago 163 abitazioni e oltre 500 ettari di terreno coltivato. Tra questi vi era anche la Chiesa di Curon, risalente alla prima metà del 1300, ne è testimone quel campanile che ancora oggi emerge dalle acque del lago. È lo stesso riportato nello stemma comunale di Curon, il cui centro abitato, dopo la costruzione della diga, è stato trasferito in posizione più elevata. Il campanile di Curon può essere ancora raggiunto durante l’inverno, quando le acque del lago gelano. Esso è stato sottoposto di recente ad alcuni lavori di restauro per provvedere alle ovvie infiltrazioni d’acqua che ne affliggono la struttura. Di lui non resta che una presenza silenziosa, circondata ormai dalle acque profonde. Ma c’è chi ancora sente le campane suonare durante le rigide sere invernali, peccato che queste furono rimosse prima che il paese venisse sommerso.



Foto: Markus Bernet










domenica 29 maggio 2011

Case e Palazzi Abbandonati: Gli Edifici Fantasma in Italia

Immobili AbbandonatiIn periferia come nei centri storici, nelle campagne come nelle zone residenziali esistono numerosi edifici abbandonati che, continuano a crescere in modo spropositato, nonostante le numerose richieste di fondi per la riqualificazione da parte delle entità locali. Sebbene il più delle volte lo stato italiano non esiti a fornire buona parte del corrispettivo economico necessario alla ristrutturazione o messa a norma degli stessi, ci si chiede come mai tali edifici decrepiti stentino a rinascere a vita nuova.

Edifici Abbandonati
Vecchie fabbriche, vecchie unità abitative, vecchie scuole e palazzi, vecchi centri culturali o campi da gioco. Per non parlare di palazzi storici, il più delle volte rintracciabili nel cuore delle nostre città che, oltre a contribuire all’immagine di degrado del nostro paese, rappresentano una significativa perdita del patrimonio culturale italiano.

Vetri rotte, cancelli arrugginiti, mura pericolanti, ecco come si presentano le case e i palazzi abbandonati d’Italia, tanto da costituire non solo un inaspettato pericolo per chi vi passa accanto ma anche una silenziosa minaccia per l’impatto ambientale. Strano che poi ci si meravigli se tali baracche ambulanti vengano prese d’assalto da senzatetto, drogati o graffitisti.

Ve ne presento alcuni.


Clicca sulle immagini per ingrandire

Fabbrica Abbandonata ad Ora, prov. di Bolzano
Immobile Abbandonato ad Ora, prov. di Bolzano
Palazzo Abbandonato ad Ora, prov. di Bolzano
Palazzo Abbandonato ad Ora, prov. di Bolzano
Edificio Abbandonato ad Ora, prov. di Bolzano
Casa Abbandonata ad Ora, prov. di Bolzano
Casa Abbandonata ad Ora, prov. di Bolzano

domenica 15 maggio 2011

Mangi uova di gallina o uova di animali chiusi in gabbia?

Codici sulle Uova Clicca sull'immagine per ingrandire
Almeno che non abbiate un fidato amico contadino o che non siate attenti osservatori quando andate a fare la spesa, state certi che il vostro frigorifero conserva uova di animali chiusi in gabbia.

Il più, delle volte, attratti da pacchi di uova super convenienti, ci sfugge un dato fondamentale, ovvero, come sta la gallina che ha prodotto la confezione di uova appena acquistata?

E allora ecco alcune informazioni importanti da prendere in considerazione.

In primo luogo le uova si classificano in categoria A e B. Appartengono alla categoria A le uova cosiddette "fresche", riservate cioè alla vendita e al consumo alimentare diretto; appartengono alla categoria B le uova di seconda scelta o declassate, vendute quindi solo alle imprese industriali per la produzione di ovo-prodotti.

Le uova appartenenti alla categoria A sono quelle che troviamo nei supermercati. Queste, oltre a differenziarsi per la loro grandezza (da S a XL), si suddividono in base alla tipologa di allevamento. Quest'ultimo ci consente di capire se la gallina produttrice è chiusa in gabbia oppure no.

Avremo pertanto:

Uova di tipo 0: uova derivanti da agricoltura biologica. Il consumo di tali uova è vivamente consigliato poichè l'allevamento delle galline è sancito da un regolamento della CEE (834/2007) il quale prevede che gli animali siano liberi di entrare e uscire dal proprio ricovero, siano nutriti solo con alimenti provenienti da agricolture biologiche le quali non prevedono l'utilizzo di prodotti geneticamente modificati (OGM); le galline produttrici di uova biologiche hanno inoltre a disposizione uno spazio di almeno 4 mq fuori dal proprio ricovero, internamente al ricovero ogni mq può ospitare un massimo di 6 galline. Una confezione di uova biologiche costa circa 0,50€ in più rispetto alle uova di tipo 1.

Uova di tipo 1: uova da allevamento all'aperto (ingl. Free Range). Per alcune ore al giorno le galline possono uscire all'aperto e deporre le uova in nidi o lettiere. Ogni gallina dispone di uno spazio esterno di almeno 2,5 mq, internamente al ricovero ogni mq può ospitare un massimo di 12 galline (massimo 9 a partire dal 2012). E' difficile trovare nei supermercati le uova di tipo 1 .

Uova di tipo 2: uova da allevamento a terra. Le galline sono allevate in capannoni chiusi, senza accesso all'aperto. Ogni mq è occupato da almeno 12 galline (massimo 9 dal 2012). Uova facili da trovare nei supermercati.

Uova di tipo 3: uova da allevamento in gabbia. Le galline sono rinchiuse in piccole gabbie la cui superficie minima è di 550 cm quadrati per gallina (meno di un foglio A4). Ogni gabbia dispone di cibo e acqua in abbondanza, ma senza un nido o una lettiera per la deposizione delle uova.

Perchè non bisogna comprare le uova di tipo 3?
In Italia, ma anche in altri paesi d'Europa, sono state rinvenute dai NAS, aziende avicole in cui vigevano situazioni di sovrafollamento.

Ammassate in gabbie sovrapposte le une sulle altre, le galline allevate in gabbia versano il più delle volte in uno stato di salute pietoso con arti deformati (a causa delle celle in ferro), fratture ossee e osteoporosi. L'insorgere di queste e di altre malattie viene limitato grazie all'uso indiscriminato di antibiotici.

Questo tipo di produzione viene preferito dagli allevatori poichè consente di produrre più uova a un costo molto basso e in uno spazio limitato. In più le celle vengono sovrapposte fino a 6 file di altezza con aria e illuminazione scarsa al fine di aumentare la produzione di uova. In questo modo le galline sono costrette a respirare aria malsana (soprattutto quelle delle file più basse), non possono muovere le ali e razzolare all'aria aperta in cerca di cibo. La più comune conseguenza: le galline impazziscono e diventano cannibali, tentando di mangiare le galline vicine. Ecco perchè a molte delle galline allevate in gabbia viene praticata l'amputazione del becco.

Sono ancora 38 milioni gli allevamenti di galline in gabbia e l'80% delle uova italiane proviene proprio da questi.

Fonte http://www.informasalus.it/it/articoli/attenzione-uova-gallina.php

Come fare per capire se l'ultima volta hai acquistato le uova giuste?
In primo luogo, per regolamento della CEE, su tutte le uova deve essere stampato un codice di identificazione (vedi immagine sopra) dal quale è possibile decifrare anche la tipologia (0, 1, 2, 3). Se le uova contenute nel tuo frigorifero iniziano con un codice che va da 0 a 1, mangia le uova e non esitare ad acquistarle di nuovo la prossima volta; se le tue uova iniziano con il numero 2 o 3 sappi che stai mangiando uova di animali riunchiusi in capannoni e in gabbia.

lunedì 2 maggio 2011

E fu Beato: L'uomo grazie al quale ancora credo

Il 1° Maggio 2011 è il giorno che ha dato inizio al percorso verso la Santità di Karol Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II. Una data che ci ha nuovamente uniti alla Chiesa Cattolica di Roma, così come ormai succede solo di rado. Un punto della storia cristiana che ha risvegliato gli animi di chi crede profondamente in Dio e molto meno nel Vaticano.

Con questo non intendo polemizzare sull'unica cosa buona che della religione cristiana era rimasta, ma la personalità di Wojtyla aveva ancora troppo da raccontare per spegnersi e cedere il posto a chi da raccontare non ha nulla.

Ma come accade di consueto, è troppo difficile abbandonare le vecchie abitudini e apprezzare il nuovo, ecco perchè, non conoscendolo ancora abbastanza, non posso e non intendo criticare Papa Benedetto XVI. Almeno che questi, un giorno o l'altro, non inizi a farsi conoscere dal popolo cristiano nel mondo.

Quel popolo che ha sete di umiltà, e che è afflitto dal male più grande che si sia mai verificato nella storia dei tempi: la lussuria. Un popolo che ha tanto da mangiare ma che allo stesso tempo muore di fame, poichè privo di spiritualità. Un mondo che necessita della vera fede in Dio.. quella semplice.

Wojtyla era proprio così, un Papa che si è inginocchiato più volte al volere di Dio, e che più volte abbiamo visto baciare quella terra su cui poi non esitava a camminare. E camminava tanto Wojtyla, più che un Papa egli è stato prima di tutto pellegrino, portatore di fede nel mondo, persino laddove il mondo era poco ospitale. Un Papa uomo, uno dei pochi in Vaticano. Egli era colui che amava mettere i fedeli al primo posto, la Chiesa fatta di uomini e non la chiesa materiale fatta di lusso.

La sua più grande preghiera cominciava proprio dal dialogo con l'umanità, lui si che era "pescatore di uomini". Egli che ha saputo "moltiplicare il pane e i pesci", che ha saputo "camminare sull'acqua" mantenendo persino quel delicato equilibrio fra l'uomo e Dio. Ma non mi piace ricordare Papa Giovanni Paolo II come il guaritore, o come colui che fa miracoli, in effetti non erano solo queste le cose per le quali l'umanità intera l'ha sempre apprezzato.

Giovanni Paolo II fu infatti abile sin dal suo primo dialogo con il mondo a comunicare la sua sottomissione, quale servitore di Dio e messaggero di fede. "Se mi sbaglio, mi corrigerete". Nella comunità odierna in cui un Papa è visto come l'intoccabile, oggi ricoperto persino di piume, lasciarsi insegnare una nuova lingua, quella che egli definì ben presto "la nostra lingua italiana", è cosa che succede solo una volta nella storia.

Lui c'era. Era semplicemente presente. L'avrò visto forse solo una volta Giovanni Paolo II, eppure c'era. Avevo fede in quell'uomo che ogni giorno si caricava addosso il peso della croce di un'umanità sempre afflitta. Ammiravo la personalità di quell'uomo. Egli che ovunque andava portava sempre un messaggio di speranza, oltre a quel sorriso che il più delle volte si trasformava in una sana risata.

E che dire di tutte le volte che stringeva fra le mani il capo di adulti e piccini, sani e ammalati, bianchi e neri. Che dire del suo accogliere fra le braccia carcerati, delinquenti, peccatori di ogni genere, così come il suo stesso attentatore. Quell'uomo vestito di bianco è sceso troppe volte fra la folla per passare inosservato. Anche quando tremante si sorreggeva sul bastone, ha sentito la necessità di unirsi a noi, al suo popolo. Non è forse questa la diretta conseguenza della religione cristiana? Non è forse il contatto diretto con i cristiani che prima di tutto stabilisce un fondato e proficuo contatto con Dio?

Ma oggi siamo purtroppo abituati alla freddezza di una Chiesa che è ormai incapace di attirare i fedeli, se non in occasioni eccezionali, quale appunto la Beatificazione di Giovanni Paolo II. Una Chiesa che ti fa passare la voglia di credere in Dio e grazie alla quale non ti stupisci neanche più se le persone per te più care evitano di credere in quella "Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica".

La Chiesa umile, fatta di semplici mattoni, edificata da Papa Wojtyla, non esiste più. Quella Chiesa che usava il rosso solo in ricordo del sangue versato da Cristo oggi non fa altro che dialogare attraverso il lusso di un rosso porpora, adorno di oro e di diamanti.

Ho assistito alla Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II ma, allo stesso tempo, non ho potuto fare a meno di assistere al più grande fallimento della Chiesa Cattolica Cristiana.








domenica 1 maggio 2011

Berlino: Taccuini di Viaggio sulle Tracce del Muro di Berlino e della Comunità Ebraica

Muro di BerlinoHo girato per 3 giorni Berlino in lungo e in largo. Ne ho ascoltato i rumori, sentito i profumi, osservato i colori.. Ho visto una Berlino troppo vecchia e troppo nuova al tempo stesso. Ho visto una Berlino felice e triste, colorata e in bianco e nero, sporca e pulita. La mia guida turistica, vecchia di qualche anno, non è adatta per la mia permanenza, vista la continua evoluzione di questa città che sembra tanto un perenne cantiere a cielo aperto. Pertanto la mia prima destinazione è il Reisezentrum (una sorta di Info Point) dove compro una cartina aggiornata di Berlino, una mappa dei mezzi pubblici e mi lascio consigliare sul tragitto da fare per raggiungere il mio ostello.

Berlino, Stazione CentraleSono alla stazione centrale di Berlino, in provenienza da Monaco di Baviera con il treno delle 17:20.

A parte il percorso dalla stazione centrale verso l'ostello, non ho preso altri mezzi di trasporto pubblico. Berlino l'ho girata a piedi e ho fatto il mio più grande errore. Solo Berlino Mitte (Berlino centro) è molto vasta. Poi dall'Est all'Ovest sono passata numerose volte camminando così numerosi km a piedi.

Tracce Museo della Comunicazione a BerlinoLa ricerca delle tracce ebraiche mi ha accompagnato per buona parte del viaggio e Berlino, in questo, mi ha certamente soddisfatto.

Divido così in sezioni il mio percorso nella capitale tedesca. Le mie impressioni potrebbero non essere condivise; le mie descrizioni potrebbero non essere più attuali fra un mese. Ma non posso tenere per me le immagini di una città il cui muro ancora la divide e le cui tracce di un'epoca oscura ancora la affliggono.

Sezioni