martedì 27 aprile 2010

provincia autonoma di bolzano

abbiate un pò di ideali! è tutto quello che vi chiedo

il centro audiovisivo di bolzano, al fine di diffondere la cultura audiovisiva, cinematografica e multimediale territoriale, offre la possibilità di prendere in prestito gratuitamente film e libri inerenti la società locale.

chi desidera approfondire la conoscenza del territorio altoatesino può recarsi presso il centro trevi di bolzano, in via cappuccini 28 dove è possibile prendere in prestito 5 film per 7 giorni e 5 libri per 30 giorni.


l'iniziativa, intitolata "abbiate un pò di ideali! è tutto quello che vi chiedo", ha come obiettivo quello di mettere gratuitamente a disposizione della comunità, 7000 fonti da prendere in prestito o consultare in sede al fine di divulgare maggiormente la storia, l'arte e la cultura dell'alto adige.


nel particolare ciò che è possibile noleggiare gratuitamente riguarda una raccolta cinematografica per coloro che intendono avvicinarsi ai cosiddetti "itinerari del cinema" ripercorrendo la storia della filmografia antica e contemporanee; materiali audiovisivi riguardo letteratura, musica, arte e teatro; in più la possibilità di prendere in prestito cd musicali di colonne sonore antiche che rievocano i tempi passati.


ancora una volta la provincia autonoma di bolzano si fa artefiche della promozione culturale con lo scopo di coinvolgere un numero sempre crescente di persone, adulti e giovani, al fine di tramandare negli anni tradizioni antiche che possano essere d'insegnamento per la società odierna.


per ulteriori informazioni:

centro audiovisivo di bolzano presso il centro trevi

via cappuccini 28

prestito-audiovisivi@provincia.bz.it

www.provincia.bz.it/audiovisivi

tel.: 0471.303396/97/98

venerdì 23 aprile 2010

catastrofi naturali

la terra si ribella - ma l'uomo è troppo impegnato ad acquistare l'ipad


video

terremoti, inondazioni, eruzioni vulcaniche e frane, sono solo alcuni dei segnali di cedimento che sta dando il nostro pianeta. spazzatura, inquinamento, costruzioni abusive, cattivo utilizzo delle risorse naturali, alcuni dei comportamenti dell'umano.

il nostro pianeta continua a manifestare un'intensa ribellione terrestre, basti pensare alle ultime catastrofi naturali, come la recente eruzione del vulcano islandese eyjafjallajokul, il terremoto in cile e in cina, la frana a messina, per non parlare di ciò che è avvenuto in passato riguardo lo tsunami, il terremoto in abruzzo e così via verso una lista interminabile di cedimenti del pianeta.

e nonostante un numero di morti sempre crescente, lutti nazionali e deturpazioni continue del territorio, l'umano preferisce vivere una vita fatta di lusso e piaceri materiali volti all'acquisto di iphone, ipad, gioielli preziosi, auto costose, oggetti ad alta tecnologia...

e come se non bastasse politici in cerca di sesso a pagamento per distrarsi dalla pesante vita parlamentare, imprenditori pronti a pagare tangenti per poter smaltire senza troppe preoccupazioni rifiuti pericolosi e inquinanti, sacerdoti pedofili che, strumentalizzando bambini, esprimono alla meglio la parole del signore.

un mondo in catastrofe porta con sè la distruzione della razza umana, uomini (religiosi e non) preferiscono pensare al presente evitando di preoccuparsi per il futuro.

venerdì 16 aprile 2010

la lingua italiana


solitamente si comincia così:


Matt: Hi Paul, how are You?
Paul: Hey Matt, I'm fine and you?
Matt: Oh, not too bad. This is Mary, a friend of mine!
Paul: Oh! Nice to meet you Mary.
Mary: Nice to meet you too Paul!

...E si finisce col parlare così:

Mi chiamo Maria Clara (per gli amici Mary Claire), lavoro in un'azienda no-profit e gestisco il reparto delle human resources; nel tempo libero faccio footing, nel week-end mi dedico allo shopping; la mia passione è la haute cuisine francese; gestisco i contatti con il mondo attraverso il web utilizzando i social networks; la mia casa è piena di magazine glamour...


l'italiano perde la sua italianità


oggi la lingua italiana sembra aver perso il fascino antico, lo spirito romantico della poesia e delle opere letterarie. quella fautrice del dolce stil novo passa in secondo piano per concedersi a malformazioni linguistiche che poco hanno di italiano e di straniero. un misto ineguagliabile di forestierismi che esprimono il tutto e il niente.

basti pensare a termini quali fashion, style, relax, wellness, comfort, high tech, business, week end, fitness, footing, gossip, fiction, talk show... solo per citarne alcuni; così come joint venture, relationship, marketing, e-commerce, team, master, manager, know-how, tutor... per passare poi a quelli altamente integrati nella lingua italiana come shock, outlet, taxi, zoom, dossier, call center, box auto, clown, sexy, per le quali risulta persino difficile trovare una traduzione italiana.


soprattutto nell'ambito della rete provate ad esempio a tradurre una frase del tipo:
"sul mio computer ho installato il browser open-source; ma ieri purtroppo non mi funzionava il wireless ed è per questo che non ho potuto provarlo; avrei voluto essere on line anche per provare la nuova web cam che ho comprato; mentre preferisco usare ancora il vecchio mouse, funziona piuttosto bene!"
diventerebbe qualcosa come:
"sul mio elaboratore ho installato il navigatore libero ma ieri purtroppo non mi funzionava la connessione senza fili ed è per questo che non ho potuto provarlo; avrei voluto essere in rete anche per provare la nuova telecamera web che ho comprato; mentre preferisco usare ancora il vecchio dispositivo del puntatore, funziona piuttosto bene."
immaginate ora di trovarvi in un salone di bellezza...
"salve signora, è un piacere averla nel nostro beauty center; si accomodi e si conceda attimi di relax; se posso permettermi un parere del tutto personale, riservato esclusivamente alle nostre new entry, le proporrei un cambio di look con un nuovo taglio di capelli e delle meches in sostituzione alla sua colorazione omogenea; le nostre estetiste inoltre saranno a sua completa disposizione non solo per il suo make-up ma anche per eventuali manicure e pedicure per i quali io propongo un french che dia maggiore risalto alle sue dita".
ecco in questo caso risparmio ai lettori un'ovvia traduzione forzata che di sicuro disgusterebbe gli assidui frequentatori dei centri di bellezza. è infatti soprattutto la moda, lo stile e tutto ciò che riguarda l'estetica a subire una forte influenza da parte delle lingue straniere, sebbene si dica spesso che la moda porti il marchio del made-in-italy. ciò che riguarda invece il settore telematico nasce di per sè già con una forte componente straniera, gli stessi termini nati in casa "web" vengono coniati sin da principio in lingua inglese.

a questo punto verrebbe da chiedersi se è da considerare troppo "invadente" la lingua inglese o troppo aperti gli italiani. per le strade della vostra città ad esempio, quante sono le insegne pubblicitarie scritte in lingua inglese, e quante in lingua italiana? e di luoghi pubblici quanti hanno un nome italiano e quanti un nome straniero? riflettete ad esempio su quante volte avrete sentito parlare di "new pup", "disco house", "irish pub", "dance gallery" e quante volte invece avete sentito parlare di "nuovo locale", "casa della discoteca", "locale irlandese", "galleria della danza"; già il fatto stesso di dover usare delle preposizioni tra una parola e l'altra rende il sognificato del termine poso incisivo ma soprattutto, come si direbbe nel gergo giovanile, poco "cool".


detto ciò, prevedendo una continua evoluzione delle tendenze generazionali, quale sarà il futuro della lingua italiana? ci sarà ancora spazio per coloro che tendono a usare l'italiano, almeno ove possibile? o l'intenzione è quella di emanciparsi a tal punto da integrare il nostro linguaggio con ciò che ci propongono i media (e non "midia" come si direbbe in inglese) da lasciare ulteriore spazio persino alla lingua tedesca che tenta disperatamente di insegnarci almeno il termine "das Auto"?

domenica 11 aprile 2010

la donazione degli organi

videoCentra
proprietà video: ministero della salute

se io muoio, tu, speriamo che te la cavi

cuore, fegato, polmoni, pancreas, intestino e reni, gli organi che è possibile donare; di questi il trapianto di cuore, fegato e polmoni vengono definiti "interventi salvavita" poichè contribuiscono alla sopravvivenza del ricevente, altrimenti impossibile.


la donazione può inoltre riguardare tessuti e cellule. tra i tessuti è possibile donare:
  • elementi ossei o muscolo scheletrici;
  • tessuti cardiovascolari;
  • tessuto oculare (cornea);
  • membrana amniotica (ovvero la membrana all'interno della quale si trova il feto durante la gravidanza).
tra le cellule è invece possibile donare:
  • il midollo osseo;
  • il sangue del cordone ombelicale;
  • il sangue periferico.
riguardo la donazione di cellule è da considerare che la donazione avviene da vivi.

la donazione degli organi

la donazione degli organi rappresenta un atto umano dopo la morte o, in alcuni casi (come la donazione di un rene e di una parte di fegato) durante la vita, che consente l'utilizzo di organi altrimenti sprecati. è da considerare infatti che la morte di una persona giovane può contribuire a salvare la vita di 8 persone (1 cuore, 1 fegato, 2 polmoni, 1 pancreas, 1 intestino e 2 reni).


sottoporsi a un trapianto significa acconsentire alla sostituzione di un organo malato e non funzionante con un altro organo proveniente da un donatore vivente o deceduto; in quest'ultimo caso, una volta attestata la morte celebrale, con il consenso dei familiari, è preferibile avviare l'espianto degli organi il prima possibile al fine di assicurare la riuscita del trapianto. è per lo stesso motivo che i trapianti vengono solitamente effettuati di notte, il trasporto di organi da un ospedale all'altro durante le ore notturne evita infatti gli ingorghi di traffico e imprevisti di trasferimento.


la donazione dei tessuti

sebbene non se ne parli tanto, anche il trapianto di tessuti è una parte della medicina in continua espansione. a differenza dei "trapianti salvavita", i trapianti di tessuti vengono detti "migliorativi" in quanto contribuiscono al miglioramento della qualità di vita di un paziente. in più, per i tessuti l'urgenza temporale prevista per il trapianto degli organi non sussiste. i tessuti donati vengono conservati nelle banche dei tessuti, ovvero delle strutture sanitarie pubbliche adatte alla conservazione e distribuzione degli stessi; questi, al fine di ridurre al massimo le possibilità di infezioni nel ricevente, sono regolamentati da una direttiva del parlamento europeo (direttiva 2004/23/CE) che ne definisce la qualità e la sicurezza nella conservazione.


la donazione di cellule

di sicuro tra le donazioni di cellule quella più importante è la donazione del midollo osseo per il quale è necessario iscriversi nel registro di donatori di midollo osseo e sottoporsi a una serie di controlli antecedenti alla donazione. al fine di poter ridurre il rischio di rigetto è preferibile che donatore e ricevente appartengono allo stesso gruppo sanguigno. purtroppo però tale possibilità diventa sempre più remota nonostante esistano dei registri nazionali, nati in tutto il mondo, che consentano di verificare le caratteristiche dei donatori facilmente confrontabili con quelle dei potenziali riceventi.


dopo il trapianto

in seguito al trapianto di organi i pazienti potranno attraversare un perido post-operatorio di insicurezza, timore, angoscia che solo in pochi casi comporta il peggioramento dello stato psicologico e il conseguente rigetto dell'organo. al contrario di ciò, un numero sempre crescente di riceventi ha potuto ricominciare una nuova vita sebbene assumendo quotidianamente (e per sempre) farmaci anti-rigetto.


in italia negli ultimi anni si è potuto assistere a un aumento di donatori, in contrapposizione agli anni passati quando solo in pochi casi si acconsentiva alla donazione degli organi di un caro parente di cui era stata confermata la morte celebrale.


la legge italiana prevede che tutti i cittadini maggiorenni debbano esprimere la propria dichiarazione di volontà riguardo la donazione degli organi; la mancata dichiarazione equivale al consenso all'espianto in caso di morte (silenzio assenso). coloro che decidono di donare gli organi possono registrarsi presso la propria ASL di riferimento o comunicarlo al medico di famiglia per ulteriori consigli a riguardo; possono registrarsi on-line sul sito del ministero della salute; possono altresì conservare fra i propri documenti una semplice dichiarazione scritta contenente nome, cognome, data e luogo di nascita e dichiarazione di volontà, positiva o negativa che sia (d.l. 8 aprile 2000).

mercoledì 7 aprile 2010

li chiamano clandestini ed extracomunitari ma sono molto simili agli italiani di tanti anni fa

sembrano invisibili ma non lo sono, sembrano inutili ma contribuiscono alla crescita del pil italiano, sembrano ignoranti ma molti di loro arrivano in italia con un titolo di studio. eccoli i clandestini, gli extracomunitari, gli zingari, gli albanesi, i musulmani, i cinesi, gli arabi, i marocchini o qualsiasi altro termine con il quale siete soliti definirli. arrivano in italia cercando fortuna, carichi del loro niente, su navi affollate e malandate pagando il corrispettivo di un bene che non ha prezzo: la propria vita. si sistemano come meglio possono: chi sotto i ponti, chi in centri d'accoglienza, chi in palafitte di lamiera, i più fortunati in case decenti e abitabili.

clandestini in italiain cerca di fortuna pur senza una "lira" in tasca, i risparmi di una vita sono stati spesi per il viaggio di andata, ed è già una grande vittoria non essere stati presi alla frontiera e rispediti a casa. si concedono ai lavori peggiori, malpagati, trattati mali, annientati durante le intere giornate di lavoro, per vivere una vita che non ha più niente di vissuto. polvere, fumi, sostanze tossiche, alcune delle materie prime nella vita dei clandestini. piantagioni arse dal sole, attrezzi pesanti e luoghi maleodoranti, ulteriori possibilità di guadagno. occupati per lo più nel lavoro stagionale, quali la raccolta di pomodori o di arance siciliane gli immigrati cercano di guadagnarsi il pane quotidiano e pochi spiccioli da spedire a casa il prima possibile. privi di ogni bene materiale, che si tratti di abiti, che si tratti di alimenti; molti di essi cedono alla disperazione... il resto lo troviamo scritto nei giornali.

scritte sui murie poi gli italiani di fronte a una comunità di invisibili: c'è chi disprezza, chi tace e sta a guardare, qualche misericordioso si impegna per il sostegno degli stranieri. una popolazione troppo abituata alle apparenze, alla mondanità, al lusso di abiti firmati solo raramente va oltre l'aspetto estetico dell'immigrato. è da qui che ne derivano battute bonarie o battutacce razziste: "ma come vai vestito? mi sembri uno zingaro" - "hai la macchina carica come un marocchino" - "fumi come un turco" e via dicendo, verso l'idea che l'italiano si fa dell'immigrato clandestino. perchè è così che sempre più spesso vengono definiti gli stranieri (poveri) che giungono in italia.

italiani emigrantima gli italiani com'erano agli inizi del 900? dove si dirigevano le famiglie italiane che, agli albori del secolo scorso, avevano almeno 7 figli? per questo rimando a una descrizione minuziosa redatta dal giornalista del "corriere della sera" gian antonio stella nel libro "l'orda - quando gli albanesi eravamo noi" (edizione BUR o rizzoli). e già! perchè albanesi lo sono stati persino gli italiani, emigranti verso l'america. una popolazione che nel 1910 presentava un tasso di analfabetismo pari al 71% e che costituiva la maggioranza degli stranieri arrestati per omicidio. sporchi e maleodoranti lo sono stati persino gli italiani che oggi sfoggiano capi d'alta moda; tra i cantieri di lavoro e nei lavori pesanti c'erano anche i cittadini provenienti dal bel paese. clandestini e irregolari senza permesso di soggiorno lo siamo stati anche noi, gli extracomunitari di oggi sono l'immagine dei nostri nonni di un tempo, in fuga per fame. perchè chi è disposto a salire su una nave senza la certezza di toccare terra vuol dire che nella vita non ha altro da perdere se non il rimpianto di non aver cercato una vita migliore.

ci sono cittadini stranieri che pagherebbero e hanno pagato per ottenere la cittadinanza italiana, grazie a una delinquenza italiana organizzata che guadagna sulla disperazione degli extracomunitari. siamo nel 2010 ed esiste ancora la fame nel mondo, esiste ancora "il ricco" ed esiste ancora "il povero". siamo nel 3° millennio e c'è ancora chi si concede il lusso di restare a guardare...