venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale e Felice Anno Nuovo


Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti coloro che hanno letto, commentato e creduto nel funzionamento di questo blog e a chi ha ripetutamente contribuito con idee e pareri.

Un augurio anche a chi ha criticato esprimendo con particolare franchezza il proprio disapprovo, da questi ho potuto apprendere cose nuove e migliorare il mio modo di pensare.

Auguri infine anche a coloro che tentano disperatamente di lasciare commenti fasulli per ottenere link in ingresso verso i propri siti web; apprezzo anche voi e la vostra tecnica SEO ma sappiate che il vostro finto commento non verrà mai pubblicato.


Auguri!!!




mercoledì 8 dicembre 2010

La Dieta Mediterranea – Patrimonio dell'Umanità

Il 17 Novembre 2010 la commissione UNESCO riunitasi a Nairobi (Kenia), ha incluso la dieta mediterranea nei Patrimoni Orali e Immateriali dell'Umanità. Un riconoscimento importante che ha voluto premiare il desiderio di Angelo Vassallo, ex sindaco di Pollica (SA) ucciso brutalmente nel Settembre 2010. Risale infatti a Maggio 2009 la richiesta inviata all'UNESCO, su iniziativa di Angelo Vassallo, di nominare la dieta mediterranea Patrimonio dell'Umanità, uno stile alimentare nato proprio nel Cilento e basato su ingredienti sani e genuini.

Dieta Mediterranea, Patrimonio dell'Umanità
«La dieta mediterranea è un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra cui la coltivazione, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo»

Questa la motivazione della commissione esaminatrice UNESCO che ha nominato la dieta mediterranea primo stile alimentare incluso nel Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità.

Particolarmente attenta all'utilizzo di prodotti sani e genuini, la dieta mediterranea si basa principalmente sull'utilizzo di ingredienti quali:


Olio d'OlivaOlio d'oliva

Legumi e cereali
Frutta (fresca e/o secca) e verdura
Carne e pesce
Uova e latticini
Condimenti e spezie
Vino e/o infusi



Le pietanze, preparate con cura, seguono antiche tradizioni culinarie e sono considerate da lunghi anni adatte alla prevenzione di malattie cardiovascolari. Il primo ad aver intuito gli effetti benefici della dieta mediterranea fu Lorenzo Piroddi, medico nutrizionista italiano, autore del libro Cucina Mediterranea. Ingredienti, principi dietetici e ricette al sapore di sale. Successivamente (1940 circa) un americano di nome Ancel Keys studiò accuratamente le proprietà benefiche della cucina mediterranea. Egli, trasferitosi nel Cilento, notò ben presto che la popolazione locale dell'epoca, paragonata a quella statunitense, era affetta da malattie cardiovascolari in maniera molto ridotta. Secondo i suoi studi, era proprio l'olio d'oliva a svolgere la funzione primaria sul corretto funzionamento dell'apparato cardiocircolatorio.


Ancel Keys, in collaborazione con altri studiosi dell'epoca, avviò quindi una ricerca sullo stile alimentare delle popolazioni del Mediterraneo. Denominata “Seven Countries Study”, la ricerca prese in esame il tipo di alimentazione di 12.000 persone residenti in 7 paesi del mondo, tra cui Italia, Grecia, Jugoslavia, Giappone, Stati Uniti, Olanda e Finlandia. La risposta non tardò ad arrivare. Le popolazioni del Mediterraneo sono meno affette da malattie cardiovascolari (es. infarto) rispetto a quelle popolazioni che fanno largo uso di burro, strutto, latte come ad esempio la popolazione finlandese.


Lo stesso Ancel Keys scelse di seguire il regime della dieta mediterranea. Nato nel 1904 morì nel 2004, dopo 100 anni di vita in piena salute.




domenica 5 dicembre 2010

Cosmetici a Base di Olio di Marmotta - Ecco come l'Uomo difende la Fauna

La MarmottaL'utilizzo del grasso di marmotta risale al 1800, quando si credeva che il suo impiego fosse utile per la cura di dolori, raffreddori e coliche renali. Successivamente un farmacista svizzero di Sciaffusa iniziò a produrre confezioni di grasso di marmotta spacciandole per prodotti utili alla cura dei reumatismi. Sebbene gli effetti benefici del grasso erano praticamente falsi, in Svizzera le marmotte furono quasi completamente sterminate, fino a quando non fu introdotta una legge nel 1977 che ne vietava la caccia e ne sanciva quindi la protezione.

Ma purtroppo ancora oggi esistono sul mercato cosmetici a base di olio di marmotta, pubblicizzati in piena tranquillità. Questi, oltre a specificare effetti benefici fasulli, comportano l'uccisione di migliaia di marmotte, un mammifero tanto affascinante quanto innocuo.

In passato la marmotta era cacciata anche per la sua pelliccia e la sua carne. I bracconieri erano soliti prelevare questi animali dalle loro tane durante il letargo, adagiarle ancora dormienti al di sotto di una spessa coltre di neve, per poi passare alla spellatura e alla rimozione del grasso. La carne veniva così cotta a fuoco vivo per tre giorni senza alcun condimento cercando di eliminare completamente il grasso ancora presente. La carne veniva poi rosolata con verdure, aromi e insaporita con della grappa. La cottura terminava con l'aggiunta di brodo. Cenavano così gli amanti di brodo con carne di marmotta.

Conoscere meglio la marmotta

L'attività preferita della marmotta è quella di scavare tane, nei cui dintorni trascorre la maggior parte della sua vita. La marmotta ha 4 zampe: quelle anteriori però hanno solo 4 dita, le posteriori 5. La marmotta può essere grigia, marrone o nera, essa è dotata di un'ottima vista e di un udito eccellente senza del quale non potrebbe difendersi dalle minacce.

La marmotta ama vivere nei prati e nei pascoli di montagna tra i 1500 e i 3000 metri d'altitudine. In Italia essa vive principalmente sul versante alpino anche se ne sono stati rintracciati alcuni esemplari sull'appennino tosco-emiliano.

La marmotta è un abile architetto. La sua tana si presenta come una vera e propria abitazione dotata di camere primarie e secondarie e lunghi corridoi usati come vie di fuga. Ogni nucleo familiare possiede una tana.

Ciò che contraddistingue questo docile animale è il suo fischio, usato in caso di pericolo e riconosciuto anche da altri animali. In effetti questo suono non è un vero e proprio fischio quanto un urlo emesso con la laringe. A seconda dell'intensità di questo suono e della ripetizione dello stesso, anche numerosi altri animali quali camosci, cervi e stambecchi, riconoscono l'arrivo di un predatore e persino la sua distanza. È proprio grazie al suo grido di pericolo che la marmotta è spesso considerata la “Sentinella delle Alpi”.

La marmotta è vegetariana, ama pertanto cibarsi di radici, bulbi, semi, fiori. Il suo peso può arrivare ai 5 o 6 kg durante la calda stagione. Dopo il letargo invece la marmotta pesa massimo 3 kg.

La marmotta vive la stagione dell'amore verso la fine di aprile. Dall'accoppiamento possono nascere fino a 7 piccoli che per i primi 20 giorni sono nudi, ciechi e sordi. A circa un mese dalla nascita possono uscire dalla tana e iniziare ad apprendere il comportamento di difesa. Le marmotte se non vengono uccise prima, possono sopravvivere per 15 – 18 anni.

Esemplari di marmotta sono oggi molto diminuiti rispetto al passato. Un tale spopolamento potrebbe causare l'accoppiamento fra esemplari della stessa famiglia. Ciò provocherebbe l'aumento di malattie e la morte precoce. Questo problema potrebbe essere arginato con la reintroduzione in natura, fenomeno già avviato nell'arco alpino.

Ecco ciò che subisce la natura per mano dell'uomo.