sabato 30 aprile 2011

Potsdamer Platz lungo la Leipziger Straße - Berlino

Berlino, Potsdamer PlatzSto camminando sulla Leipziger Straße e sento una bellissima melodia di un pianoforte che suona. Sono a Potsdamer Platz e un giovane ragazzo sta suonando in aperta piazza circondato da numerosi ascoltatori. Mi siedo per terra e mi godo il momento.

Poi mi guardo intorno e cerco d'immaginare quella Potsdamer Platz ricca di alberghi di lusso prima della guerra, ricca d'innovazione, cultura, eventi e intrattenimenti. Non a caso qui fu costruita la prima stazione ferroviaria, la Berlino-Potsdam e proprio qui fu installato il primo semaforo del mondo (1920). Le epoche dell'orgoglio gay nacquero proprio a Potsdamer Platz, qui trovava ampio spazio anche la vita trasgressiva di ragazze disinibite.

Berlino, Potsdamer Platz
Ma il suo splendore si sbriciolò ben presto con l'avvento del nazismo.

Dopo la guerra però, Potsdamer Platz si trasformò nel più grande cantiere a cielo aperto. Sorsero numerosi palazzi alti, imponenti, innovativi e moderni, esemplari della costante innovazione tecnologica tedesca.

Guarda anche:
Friedrichstraße
Museo Ebraico
Memoriale per gli Ebrei assassinati d'Europa
Alexander Platz
Topografia del Terrore












venerdì 15 aprile 2011

La Settimana Santa ha inizio: E Tu dove sarai?

C'è chi come me già prepara la valigia per una breve vacanza di Pasqua, chi si affretta a sistemare gli ingredienti per cucinare dolci e focacce; c'è chi ha già acquistato le uova di pasqua da regalare ai propri nipoti e chi non aspetta altro che la pasquetta per fare lunghe scampagnate e gustare quella carne alla brace tanto desiderata.

C'è chi per la Pasqua ha già prenotato un lungo week end romantico con il partner e chi, per la Pasqua, ha già prenotato un lungo week end romantico con l'amante. C'è chi il giorno di Pasqua è felice perchè finalmente si è liberato di quel sacrificio che ogni venerdì lo costringeva a non mangiare carne; e c'è chi il giorno di Pasqua è felice perchè finalmente si è liberato di quel sacrificio che ogni venerdì lo costringeva a partecipare alle Via Crucis.

Insomma il giorno di Pasqua, chi per un motivo e chi per un altro, saremo probabilmente tutti più felici e rilassati, quasi come se avessimo smesso di portare una Croce pesante sulle spalle. Già... la Croce.

Sto pensando a qual è la mia Croce più grande, quella che userei come scusa tanto per lamentarmi. Sto pensando a ciò di cui potrei parlare in quei lunghi dialoghi penosi che ognuno di noi è abile a recitare ogni qual volta si ripresenta l'opportunità di parlare dei propri problemi. Una malattia, un problema estetico, la mancanza d'affetto, il desiderio di avere più soldi, la macchina che mi dà problemi, il collega antipatico, il tipo figo...

Ma che tipo di Pasqua voglio vivere io quest'anno?

L'ultima cena di Gesù con i 12 apostoli: dove sarò io il Giovedì Santo?
La Passione e la Crocifissione di Gesù: dove sarò io il Venerdì Santo?
La deposizione di Gesù morto nel sepolcro: dove sarò io il Sabato Santo?

Sebbene sia forse un tantino complicato rispondere a queste banali domande, è al contrario molto semplice rispondere alla domanda:"Dove sarò il giorno di Pasqua". E' probabile che la maggior parte delle persone risponderebbe "Sono stato invitato a pranzo dai parenti", altri "Abbiamo riservato un tavolo in un ristorante carino" altri ancora "A casa, ho ospiti".

E così, ecco a cosa si riduce il più delle volte l'intera Settimana Santa, ed ecco a cosa si riduce il più delle volte il giorno di Pasqua. Un week end lungo, in cui non si fa altro che mangiare, in cui quelle poche tradizioni che a stento sopravvivono, trovano il plauso di bambini emozionati, intenti a scartare l'uovo di pasqua.

Non posso sopportare quando poi si dirà che la Pasqua è una festa troppo breve e che la Pasqua è una festa che non si sente che non dà emozioni. Ma come spiegare a questa gente che la Pasqua è iniziata 40 giorni fa. Come si fa a raccontare di un uomo che ancor prima di morire chiede a suo padre di perdonare i suoi assissini "... perchè non sanno quello che fanno".

Io la mia Pasqua quest'anno voglia viverla da sola perchè voglio poter immaginare quel cielo nero che oscurò la terra. Quest'anno non voglio assaporare i dolci pasquali della mia terra perchè desidero immaginare il sapore del pane azzimo. Quest'anno il giorno di Pasqua non voglio festeggiare, perchè sebbene Gesù sia morto e poi risorto per l'umanità, non ho visto ancora un solo uomo morire e poi risorgere per Gesù.

domenica 10 aprile 2011

Fiori di Melo, Fiori Selvatici e Occhi della Madonna

Sebbene mi sia dispiaciuto vedere fiorire improvvisamente e forse anche in maniera prematura piantagioni di meli nelle campagne di Bolzano, non ho esitato ad apprezzare l’armonia di colori, l’alternarsi di fiori selvatici a coltivazioni rigorosamente organizzate.

E così, dopo aver inoltrato alcuni di questi scatti a un concorso fotografico, ne pubblico uno anche sul mio blog che ogni giorno di più rischia l’estinzione.

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Fiori di melo e fiori selvattici
La foto che vi propongo mette in risalto un viale adorno di fiori selvatici. Giallo intenso il loro colore, a dimostrazione che la natura tutto può. Non sono andata oltre, per non calpestarli, certa che l’indomani mattina sarebbe passato di lì un trattore per controllare la fioritura dei meleti, e lo avrebbe fatto al posto mio.

La prospettiva del viale fiorito mi ricorda tanto gli insegnanti di disegno artistico quando, alle scuole medie, ci spiegavano come disegnare la fine di una strada in lontananza… a forma di triangolo.

A destra e a sinistra candidi boccioli bianchi di melo che sebbene siano stati loro i primi ad attirare la mia attenzione non hanno ricevuto il primo piano di questa immagine. Innaffiati artificialmente ogni giorno, controllati periodicamente… mi sembra ricevano già abbastanza attenzione.

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Occhi della Madonna
Nella seconda immagine che vi propongo ho dato spazio ai fiori più belli che ci siano, quelli che nel mio paese si chiamano “Occhi della Madonna”. Piccoli, esili, quasi privi di stelo sembrano galleggiare sull’erba e tingere di azzurro un manto erboso padroneggiato da altri. Era da tanto che non ne vedevo, abituata a osservarli a casa mia, qui non li ho nemmeno mai cercati. Poi, ripensando a un vecchio ricordo di una mia cara amica che andava a raccoglierli presso la Cappella di Santa Croce, mi sono ritornati in mente.

Da dove sbuca fuori tanta minuta meraviglia! Un esercito di piccoli esseri allegri, vivaci e felici nonostante la brevità della loro esistenza. Se solo l’uomo riuscisse a prendere esempio dalla vita dei fiori, apprezzerebbe l’acqua per nutrirsi, il sole per sbocciare il vento per procreare. E così morirebbe felice dopo, una lunga vita di tre giorni.